p 194 .

Paragrafo 4 . La volont di potenza.

     
Il  discorso  Delle  tre metamorfosi si chiude  con  l'immagine  dello
spirito  che,  fattosi  fanciullo, vuole  la  sua  propria  volont,
affermando cos la propria volont di potenza.
     La   relazione  diretta  fra  volont  di  potenza  e   fanciullo
sottolinea come - a nostro avviso - questo concetto nicciano sia molto
lontano da ogni idea di forza fisica o di violenza.
     
Un libro mai esistito.
     
Sotto la formula volont di potenza (Wille zur Macht) si nasconde  uno
dei   pi  complessi  problemi  relativi  al  pensiero  di  Nietzsche.
L'espressione, gi presente

p 195 .

in  Cos  parl  Zarathustra, doveva essere  il  titolo  di  un  libro
progettato  da Nietzsche nell'inverno 1887-1888 e mai realizzato.  Con
il  titolo Volont di potenza sono pubblicate postume due raccolte  di
frammenti - una nel 1901 e una nel 1906 - che costituiranno la base su
cui  poggiano  da una parte l'interpretazione ad usum  delphini  della
filosofia di Nietzsche voluta dal nazismo, e dall'altra la stroncatura
da parte di esponenti del pensiero marxista, come Gyrgy Lukcs.(68)
     La  sorella  di  Nietzsche, Elisabeth - dopo  aver  assistito  il
fratello negli anni della malattia mentale che lo port alla morte  -,
dedic  tutta  se stessa alla costituzione dell'Archivio  Nietzsche  a
Weimar  e  a raccogliere intorno a s i cultori della filosofia  del
fratello.
     Elisabeth  diede incarico a Peter Gast, gi amico  di  Nietzsche,
di  pubblicare  una parte dei manoscritti del filosofo  che  avrebbero
dovuto  costituire la progettata Volont di potenza. L'operazione  era
arbitraria per due motivi: innanzitutto perch dall'esame dei quaderni
di  Nietzsche risulta chiaramente che egli aveva abbandonato l'idea di
dare alle stampe il libro e addirittura di redigerlo rielaborando  gli
appunti  che  aveva scritto; e poi perch i manoscritti  di  Nietzsche
furono  presentati  come  opera sistematica e addirittura  definitiva,
quando      evidente  la  costante  avversione  del   filosofo   alla
sistematicit e a tutto quanto pretenda di essere definitivo.(69)
     
p 196 .

Un finale tempestoso(70).
     
Gli  scritti  che confluirono nella Volont di potenza  devono  essere
considerati all'interno della produzione degli ultimi mesi di attivit
di  Nietzsche,  dall'autunno del 1887 ai primi  giorni  del  1889.  Si
tratta  di una gran quantit di pagine dalle quali lo stesso Nietzsche
trasse  il  materiale per le opere che pubblic in questo periodo:  Il
caso Wagner, Crepuscolo degli idoli, Anticristo, Ecce homo e Nietzsche
contra Wagner.
     Ci  troviamo di fronte a scritti spesso paradossali e  disperati,
in  cui - come  stato scritto - indietreggia la tendenza teoretica,
in  cui Nietzsche non si limita a dichiarare il suo disprezzo al mondo
moderno, ma lo grida.(71)
     La  differenza fra la bestia e l'oltreuomo  un abisso che si  fa
sempre  pi  profondo,  che non pu, e non deve, assolutamente  essere
colmato. Nietzsche vede il mondo che lo circonda sempre pi lontano da
lui: lo spirito del gregge, che, grazie al cristianesimo, ha modellato
l'umanit,  dilaga nella societ industriale; l'individuo  totalmente
annullato;  gli  uomini,  livellati e  massificati.  Non    possibile
salvare l'umanit.
     Nietzsche    solo, terribilmente fuori luogo in  mezzo  ai  suoi
contemporanei: sono venuto al mondo postumo - egli scrive  -  non  per
l'oggi,  ma  nemmeno per il domani ... forse per il dopodomani;  forse
nessuno dei miei lettori  ancora nato.(72)
     
Una razza pi forte.
     
Nietzsche, che vuole la fine della modernit e l'avvento di una specie
pi   forte,   vede   nel  rimpicciolimento  progressivo   dell'uomo
contemporaneo  le  condizioni favorevoli per  la  nascita  dei  forti:
rivalutando  la  legge  della  conservazione  dell'energia  -  altrove
fortemente  osteggiata  per il suo meccanicismo  -,  egli  scrive  che
l'energia inutilizzata dai membri del gregge pu costituire la  forza
motrice per l'allevamento di una razza pi forte.(73)
     Sotto  il martello di Nietzsche cadono in frantumi tutti i valori
che hanno contribuito a rendere l'uomo sempre pi piccolo e sempre pi
uguale  a tutti gli altri: se il cristianesimo ha prodotto lo  spirito
del  gregge,  la  democrazia   la realizzazione  compiuta  di  quello
spirito.  Nietzsche disprezza profondamente la democrazia:  il  potere
deve  essere di pochi, dei pochissimi appartenenti alla nascente razza
pi forte.
     
Interpretare Nietzsche.
     
Basterebbero queste poche considerazioni per far capire come sia stato
possibile  definire la filosofia di Nietzsche nazista e  razzista.  Ma
l'estrapolazione di pagine, il loro accostamento e raggruppamento  per
temi,  la cancellazione di altre, non  opera di interpretazione:  pu
facilmente trasformarsi in falsificazione.
     
     p 197 .
     
     Nietzsche    uno di quei filosofi che non si conosce  attraverso
la  lettura  di  un'opera: la sua filosofia, sparsa in  tutti  i  suoi
scritti  (editi  e inediti),  un continuo ripensare il  gi  pensato,
riscrivere il gi scritto;  - come abbiamo accennato - la capacit di
autodistruggersi  e di autorigenerarsi. E senza con  questo  presumere
che  l'ultima stesura annulli le precedenti: l'ultimo Nietzsche non  
il vero Nietzsche, cos come non lo  il primo.
     Se   isoliamo  le  pagine  di  Nietzsche  sulle  donne   possiamo
costruire  uno  dei  pi  solidi monumenti  all'antifemminismo;  o  al
razzismo, se prendiamo le pagine dedicate alla razza pi forte; ma  ci
sono anche le pagine contro l'antisemitismo e contro la Germania  e  i
tedeschi:  avremo cos di volta in volta un Nietzsche  antifemminista,
.razzista ma non antisemita, e - soprattutto - antitedesco.
     Nietzsche  vuole essere letto tutto. Si potr scoprire cos  che,
forse,   vuole  anche  essere  letto  da  tutti.  E,   in   un   nuovo
rovesciamento,  intravedere che la via verso  la  razza  pi  forte  
aperta a tutti, uomini e donne, aristocratici e plebei.
     
Rendere attuale l'inattuale.
     
Nietzsche,   dall'inizio   alla  fine   della   sua   opera,   rifugge
l'isolamento:  si  sente solo, sa di essere  solo  perch  sa  che  la
solitudine    la  condizione del sapiente, ma  non  si  adagia  nella
solitudine, non si allontana dagli uomini. Come Zarathustra, Nietzsche
vuole  vivere  fra gli uomini e parlare con loro. Sa di essere  venuto
troppo presto, ma non si rassegna.
     Nietzsche  - anche e soprattutto il Nietzsche delle ultime  opere
-  grida  il  suo disprezzo ai contemporanei perch non  vuole  essere
inattuale, perch vuole scrollare, smuovere, trasformare il mondo  che
lo circonda.
     G.   Colli   vede  nell'Anticristo  una  sorta  di  astuzia   di
Nietzsche. Dire: Questo libro  per pochissimi. Forse nemmeno uno di
essi    ancora nato mira a far s che ciascuno dei moltissimi (degli
esclusi, degli indegni) si senta uno dei pochissimi.(74)
     Non  si  tratta,  ovviamente,  di  un  banale  o  volgare  trucco
psicologico  (negare  qualcosa a qualcuno per  suscitarne  in  lui  il
desiderio),  ma della convinzione profonda di Nietzsche  che  Dio  sia
davvero  morto,  e che il cristianesimo non abbia pi  nulla  da  dire
nell'et  moderna  e  che  pertanto  -  visto  che  l'illuminismo,  la
razionalit scientifica, il positivismo, la democrazia liberale  e  il
socialismo   considerano   se   stessi   come   oltrepassamento    del
cristianesimo  - sia possibile che l'anticristo abbia pi  seguaci  di
Zarathustra.
     
Il cristianesimo come paradigma della modernit.
     
L'astuzia  di  Nietzsche  consiste nel mostrare  al  mondo  moderno,
uccisore  di Dio, quanto di cristianesimo sopravviva al suo interno,
come   siano   riconducibili  al  cristianesimo  morale,  metafisica,
giustizia, uguaglianza degli uomini, democrazia, in breve i valori del
mondo moderno(75).
     
     p 198 .
     
     Gli  stessi  cristiani,  quelli  sensibili  all'insegnamento   di
Cristo  e  non  alle  imposizioni della  Chiesa  e  della  tradizione,
potranno  addirittura trovare un Cristo opposto al  cristianesimo:  il
cristianesimo (e tutto quanto ad esso  riconducibile)  ha  negato  la
vita  e  lo  stesso Cristo. Come nella Nascita della  tragedia,  anche
nell'Anticristo  compare  la figura di un  Dioniso  negato:  Cristo  
Dioniso  crocifisso.(76) Dalle pagine di Nietzsche esce  un'immagine
di  Ges spirito libero, contrario a tutto ci che  fisso, la cui
vita  si  oppone  a  qualsiasi  specie di formula,  legge,  credenza,
dogma,   negatore   egli  stesso  di  qualsiasi  forma   di   Chiesa.
L'insegnamento di Ges non chiede una nuova fede, ma propone una nuova
regola  di  vita in cui l'istinto profondo garantisce un  cielo  e
un'eternit che non sono al di l dell'uomo, ma dentro l'uomo.(77)
     Con  Paolo di Tarso si afferma la Chiesa: il Vangelo, da buona
novella    (Euanglion),    si   trasforma    in    mala    novella
(Dysangelium).(78) Il cristianesimo inizia cos la sua storia come pi
alta  forma  di  negazione della vita, di esaltazione e  difesa  della
fissit, della legge e del dogma.
     Chi    insofferente  della fissit e del dogmatismo,  chi  crede
nella  vita  e  ama  la vita come continua trasformazione  e  continua
creazione, pu trovare nelle parole di Nietzsche-anticristo (Nietzsche-
Zarathustra, Cristo-Dioniso) la via della redenzione dell'uomo  da  se
stesso: la via dell'oltreuomo.
     
Il superamento di se stessi.
     
L'eternit  del divenire  per l'individuo un continuo superamento  di
se  stesso;   un continuo movimento in avanti e anche - come  abbiamo
visto - una continua creazione.
     Questo  movimento in avanti nasce da una forza che,  sul  modello
di   Schopenhauer,  Nietzsche  chiama  volont  (Wille),   salvo   poi
trasformare, rispetto a Schopenhauer, il rapporto fra volont e  vita.
Mentre  per  Schopenhauer  la  vita  l'oggetto  della  volont  (la
volont vuole vivere), per Nietzsche la vita  il soggetto: la  vita
vuole affermarsi e dominare. La vita  l'affermazione della volont di
potenza.
     Zarathustra  racconta di avere appreso ci dalla vita  stessa,  e
Nietzsche  riporta  tra  virgolette quanto la  vita  avrebbe  detto  a
Zarathustra:  Vedi, io sono quella cosa che sempre deve  superare  se
stessa(79).
     Dalle  parole  di  Zarathustra emerge  tutta  la  contraddittoria
natura  del  concetto di volont di potenza. Essa si  manifesta  senza
dubbio  come  volont di Verit e, quindi volont di dominio:  ci
che i saggi chiamano volont di Verit  volont di concepire tutto
ci  che  ,  dal  momento che essi giustamente dubitano  -  ironizza
Nietzsche-Zarathustra - che tutto ci che  sia concepibile. E tutto
ci che  dovrebbe sottomettersi e piegarsi allo spirito dei saggi  e,
divenuto liscio e lucido come uno specchio, dovrebbe riflettere
     
     p 199 .
     
     l'immagine  dello spirito dei saggi. Questa   tutta  la  vostra
volont, o saggi tra i saggi, come volont di potenza.(80)
     La  volont di Verit e la volont di dominio non sono  altro
che manifestazioni della volont di potenza della vita, come la vita
stessa  spiega  a  Zarathustra: E anche tu che  vuoi  conoscere,  sei
soltanto  un sentiero e un'ombra della mia volont: in verit  la  mia
volont  di  potenza  cammina  con  i  piedi  della  tua  volont   di
Verit!.(81)
     La  vita  che  si afferma - ripetiamolo ancora una volta  -  deve
procedere a una creazione continua: Di tutte le cose che creo  e  per
quanto io le ami, subito devo farmene l'avversario, e l'avversario del
mio  amore: cos vuole la mia volont. [...] Soltanto dove    vita  
pure volont: ma non volont di vita, bens volont di potenza!(82).
     
Volont di potenza e volont di dominio.
     
Il confine tra volont di potenza e volont di dominio  molto labile:
la  seconda    una manifestazione della prima, e inoltre  la  seconda
coincide con quella che Nietzsche chiama volont di Verit.
     La  volont  di  Verit  (ad esempio  tutta  -  o  quasi  -  la
filosofia, tutta la religione e tutta la scienza) che coincide con  la
volont  di  dominio non  qualcosa di estraneo alla  vita,  ma  una
manifestazione della vita che in qualche modo attenta a se stessa:  il
socratismo,  la  decadenza  e  il nichilismo  sono  espressione  della
volont di potenza della vita, anche se dicono metodicamente no  alla
vita.
     Nonostante Nietzsche abbia di fatto ormai rinunciato all'idea  di
procedere  alla  stesura della Volont di potenza,(83) ritroviamo  nei
suoi  appunti  dell'agosto e del settembre del 1888 due  schemi  molto
sintetici  dell'opera progettata: in entrambi  confermata come  punto
di  partenza la critica alla volont di Verit sia nella  sua  forma
religiosa, sia in quella filosofica.(84)
     
Volont di potenza come volont di conoscenza.
     
La  critica alla volont di Verit, alla religione dogmatica e  alla
razionalit  scientifica,  che   il motivo  ricorrente  di  tutto  il
pensiero di Nietzsche, non nega - anzi, piuttosto rafforza - il valore
della  conoscenza: solo dall'amore per la conoscenza pu scaturire  il
disprezzo  per la menzogna che anima tutta la produzione (e  tutta  la
vita) di Nietzsche.
     La  vita, che  il soggetto della volont di potenza e che  vuole
affermare  se stessa,  negata dalla menzogna e dall'illusione,  dalle
favole  sull'aldil e sull'eternit dei cieli; la vita vuole conoscere
il dolore, la morte, il provvisorio, il nulla, perch essi fanno parte
della vita, non sono una malattia, ma l'essenza
     
     p 200 .
     
     della  vita; la vera malattia - la decadenza -  la storia  della
ricerca  dei rimedi al dolore e alla morte, la menzogna mascherata  da
conoscenza.
     La  nuova conoscenza proposta da Nietzsche prevede il superamento
dei tradizionali confini della filosofia, e anche quelli della scienza
e dell'arte. La conoscenza - come abbiamo visto parlando di Leopardi -
  sintesi  di  contenuto  e  di  forma delle  molteplici  espressioni
dell'uomo, poich  sintesi delle sue facolt e attivit. Non a  caso,
come    stato  difficile  per  la  critica  letteraria  e  filosofica
accettare  l'immagine  di Leopardi filosofo,  cos  si    cercato  di
ridurre l'attivit di Nietzsche a quella di un artista o di un critico
della cultura.(85)
